2 Luglio 2021

Introduzione al Link Building: cos’è?

Link Building: cos'è

Hai creato eccellenti contenuti che soddisfano l’intento di ricerca degli utenti rispondendo alle loro domande? I motori di ricerca li leggeranno, ma non è necessariamente detto che li faranno rientrare nel ranking solamente sulla base delle qualità appena menzionate. Perché vengano posizionate sulle SERP, alle pagine occorre anche autorità, e questa si ottiene guadagnando link da siti… Autorevoli, appunto.

I link sono i voti del mondo del web: i siti che ne ricevono tanti da altri portali sono considerati autorevoli e sono premiati con un buon ranking su Google. D’altro canto, i siti web che non hanno link sono condannati alle ultime posizioni sui motori di ricerca. Pensiamo, per esempio, ai link interni: quando linkiamo più volte alla stessa pagina interna del nostro sito web (da altre pagine del nostro stesso dominio), stiamo dicendo a Google che quella determinata pagina è importante. Lo stesso discorso vale anche per i link esterni, cioè quelli che provengono da siti di terzi.

Per chi è alle prime armi con le strategie SEO, capire come funzioni il link building può rivelarsi una sfida. Questo perché ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero, le cui idee si trovano agli antipodi:

  • C’è chi è convinto sia sufficiente creare ottimi contenuti perché i link arrivino in maniera naturale;
  • C’è chi sostiene che non si possa prescindere da una strutturata campagna di outreach per ottenere link strategici.

A chi bisogna dare ascolto? Come in molte situazioni relative al SEO, la risposta è: dipende. Non c’è un unico approccio, le scelte e le tattiche dipendono dagli obiettivi, dal sito web e dal settore di appartenenza.

Se abbiamo appena reso il tutto più confuso, non preoccuparti: ecco una guida per capire meglio cosa sia il link building.

Iniziamo?

Link Building: cos’è?

Il link building è il processo di acquisizione di link (definiti backlink) da altri siti web. Si tratta di un elemento chiave di ogni strategia SEO di successo. Lo scopo principale è fare in modo che altri siti linkino a pagine del nostro, affinché queste riescano a raggiungere un migliore posizionamento fra i risultati di ricerca su Google. Quando un sito A linka a un sito B, infatti, viene inviato un forte segnale all’algoritmo di Google che suggerisce che B merita di raggiungere un posizionamento migliore per determinate keyword.

Non si tratta di una strategia semplice, anzi: il link building richiede tempo e molti sforzi. Non è, del resto, sempre facile trovare siti che siano disposti a concedere un link, né è scontato che tutti i siti vadano bene. Domini con scarse metriche SEO, elevata percentuale di spam e poco traffico, infatti, penalizzano più che giovare. Detto ciò, gli step essenziali per iniziare una campagna di outreach sono sostanzialmente due:

  1. Crea un contenuto degno di nota (e quindi di link);
  2. Mostralo e condividilo con webmaster che possano inserire un link alla tua pagina nel loro portale.

Perché è importante il link building?

I link rappresentano uno dei tre maggiori fattori di ranking su Google. Pertanto, se vuoi che le pagine del tuo sito siano ben posizionate sui motori di ricerca, hai sicuramente bisogno di link.

Link building: cos'èPer comprendere meglio questo concetto, può aiutare, come anticipato, pensare ai link come a dei voti. Tutti i siti che linkano a una determinata pagina, la stanno votando come la più autorevole in mezzo ad altre migliaia sullo stesso argomento. E Google, insieme a considerare altri parametri, si affida anche ai voti – o meglio: ai link, per scegliere quale pagina meriti di finire più in alto nel SERP.

Il numero di backlink, quindi, influisce positivamente sul posizionamento di una pagina. E nel mondo ideale, le pagine migliori e con i contenuti più di valore saranno sempre le prime ad apparire su Google, poiché riceveranno il numero maggiore di link. Di conseguenza (sempre nel mondo ideale), le pagine di più bassa qualità non guadagneranno molti link e verranno relegate nel buio più nero e dimenticato: le ultime posizioni dei motori di ricerca.

Quello appena descritto, tuttavia, non è il mondo in cui lavoriamo. Nel mondo reale, infatti, le pagine con più link non sono necessariamente quelle migliori. Come mai? Perché il SEO può generare un circolo vizioso. Cosa facciamo, del resto, ogni qualvolta dobbiamo inserire un link in un articolo che noi stessi stiamo scrivendo? Non trascorriamo di certo ore a consultare e studiare pagine fra loro simili, ma ci limitiamo a fare una rapida ricerca su Google, apriamo e leggiamo i primi risultati e, dopo aver verificato che parlino effettivamente di ciò che stavamo cercando, linkiamo a quello che ci sembra essere il migliore. Ed ecco che pagine già nelle prime posizioni di Google si assicurano un altro link, che a sua volta garantisce loro di ancorarsi ancor più saldamente al podio del SERP.

Inoltre, è importante lavorare a una strategia di outreach perché è assai probabile che i competitor lo stiano già facendo. Poniamo, per esempio, che una pagina del tuo sito riesca a raggiungere la prima posizione senza link building. Innanzitutto, congratulazioni: significa che hai spodestato qualcuno dal trono. Questo qualcuno sarà agguerrito e vorrà riaccaparrarsi il primo posto, quindi inizierà a costruire link. E lo stesso faranno (anzi, stanno già facendo) i siti che sono dietro la tua pagina. Ecco perché dovrai iniziare a farlo anche tu: per tenerti stretto il tuo posizionamento. E a questo proposito, non dimenticarti di sbirciare i backlink dei tuoi competitor per prendere spunto per la tua strategia!

Detto ciò, dopo aver fornito una panoramica sull’importanza del link building, è opportuno chiarire che i link non sono la risposta a tutte le domande legate al posizionamento. Non basta ottenere backlink per scalare la classifica di Google: per far questo occorre prendere in considerazione diverse variabili (fra cui, appunto, anche i link).

Cosa rende un backlink, un buon backlink?

I backlink sono un mezzo per ottenere uno scopo. Prima li abbiamo paragonati a dei voti che aiutano Google a identificare le pagine che meritano più delle altre di trovarsi ai primi posti del SERP. Ma in che modo Google misura il valore di ciascun link? Non c’è un’unica e precisa risposta a questa domanda. Ci sono, tuttavia, alcuni concetti generali da tenere in considerazione:

  • Autorità. Il blog che il nostro amico ha aperto la settimana scorsa ha un’autorità ben diversa dal sito del Corriere della Sera. Questo perché i lettori del nuovissimo blog del nostro amico si contano per ora, probabilmente, sulle dita di una mano. Quelli di corriere.it, invece, sono milioni. Si tratta di un vero e proprio parametro, e si misura su una scala da 0 a 100: minore è l’autorità del sito che sta linkando alla nostra pagina, minore è il valore del backlink;
  • Pertinenza. Poniamo di avere un sito che parla di biciclette. Guadagnarsi un link in un articolo dal titolo “Le piste ciclabili più belle della Lombardia” ha un peso maggiore rispetto all’ottenerlo in un pezzo su come risparmiare soldi, per esempio (questo quando i siti hanno la medesima autorità). Abbiamo più interesse a ricevere un link da un altro appassionato di bici, piuttosto che da un esperto di finanza domestica;
  • Anchor text. Si tratta del testo (una o più parole) cliccabile che conduce a un’altra pagina web, ed è importante che riveli già cosa l’utente troverà nello URL su cui atterrerà dopo il clic. L’anchor text, inoltre, aiuta anche Google a capire per quali keyword la pagina meriti di posizionarsi. Fa’ attenzione, però, a non utilizzare sempre lo stesso anchor text, poiché il motore di ricerca potrebbe accorgersi che stai provando a manipolare il posizionamento del tuo sito.
    Per dare uno sguardo più da vicino all’anatomia di un backlink e dell’anchor possiamo fare un esempio:
    <a href=”https://www.key-one.it/”>il Digital Provider Key-One</a>
    <a rappresenta l’inizio del tag del link. Dice al browser e ai motori di ricerca che sta per seguire un link
    href sta per hyperlink referral e introduce, in mezzo alle virgolette, lo URL a cui il link punta (in questo caso https://www.key-one.it)
    Il Digital Provider Key-One è l’anchor text
    </a> segnala al motore di ricerca la chiusura del tag del link;
  • Nofollow e dofollow. Quando si struttura una campagna di linkbuilding, si vogliono ottenere link dofollow. L’attributo rel=”nofollow”, infatti, dice a Google di non contare quel voto (tenendo viva la metafora link-voti), poiché l’indicazione che il motore di ricerca riceve è, traducendo proprio le parole no follow dall’inglese, di non seguire quel link, non andare a vedere dove conduce. È importante anche fare attenzione alla dicitura rel=”sponsored”, che dice a Google che il link è stato pagato e non porta, quindi, valore;
  • Posizione e contesto. Dove si trova il link all’interno del contenuto della pagina? La risposta a questa domanda influisce sul CTR. Ipotizziamo, per esempio, che una pagina sia strutturata con contenuto principale, sidebar e footer: è il primo blocco a ricevere l’attenzione maggiore da parte dei lettori. Pertanto, i link dofollow che si trovano nella parte alta dell’articolo hanno un valore maggiore rispetto a quelli che si trovano in chiusura del pezzo;
  • Destinazione. Prima ancora di pensare a come ottenere link, chiediti quali sono le pagine a cui i backlink andranno a puntare (quali sono, cioè, le pagine per cui vuoi migliorare il posizionamento sul SERP).

Quindi, come si ottengono link? Contatta i nostri esperti di link building e inizia la tua scalata verso la vetta del SERP. Studiamo una strategia e dei target su misura per il tuo business, le tue esigenze e i tuoi obiettivi, e utilizziamo i tool più efficaci. Intanto, però, vogliamo darti qualche suggerimento per rendere i tuoi contenuti interessanti e degni di nota (e di link!). Chiediti:

  • Cosa rende la tua azienda un passo avanti rispetto alle altre del settore? Lo hai citato nell’homepage del tuo sito?
  • I tuoi prodotti sono in qualche modo unici? Hai creato pagine prodotto ad hoc dove ne racconti peculiarità e utilità?
  • Hai idee innovative? Le si ritrova nei tuoi contenuti? Sono espresse chiaramente?

Sono tante le opportunità per migliorare la qualità di pagine già esistenti e renderle meritevoli di link. Ma assicurati di affidarti a un team di esperti: possono, infatti, volerci mesi (o anche anni) per recuperare le posizioni perse dopo essere stati penalizzati da Google per aver costruito backlink tossici. Google, infatti, ha redatto le Webmaster Guidelines, e campagne di outreach e guest posting che le violano hanno un impatto negativo sul tuo sito.