FAQ

Domande su Accessibilità siti Web – WCAG 2.2

 

FAQ WEB ACCESSIBILITY

Benvenuto nella sezione FAQ di Key-One, In questa pagina trovi le principali domande con informazioni dettagliate sui servizi di consulenza, analisi e interventi in ottica di Accessibilità Web WCAG 2.2

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Che cos'è l'accessibilità web?

L’accessibilità web è la capacità di un sito internet di essere utilizzato da qualsiasi persona, indipendentemente dalle sue capacità fisiche, sensoriali o cognitive. Un sito accessibile funziona con screen reader, si naviga completamente da tastiera, ha testi leggibili con alto contrasto e fornisce alternative testuali per tutti i contenuti visivi. Lo standard di riferimento internazionale è WCAG 2.2 (Web Content Accessibility Guidelines).

Da quando l'accessibilità web è obbligatoria per le PMI?

Dal 28 giugno 2025 l’accessibilità web è obbligatoria per tutte le aziende italiane con almeno 10 dipendenti oppure con un fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro. L’obbligo deriva dall’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022. Le microimprese con meno di 10 dipendenti e fatturato fino a 2 milioni sono escluse dall’obbligo.

Quali sono le sanzioni per chi non si adegua all'EAA?

Le sanzioni amministrative vanno da 5.000 a 40.000 euro, commisurate alla gravità della violazione e al numero di utenti coinvolti. Per le aziende soggette alla Legge Stanca le multe possono arrivare fino al 5% del fatturato annuo. Nei casi più gravi sono previsti oscuramento del sito, rimozione dell’app dagli store ed esclusione da bandi pubblici e finanziamenti europei.

Che differenza c'è tra WCAG 2.1 e WCAG 2.2?

WCAG 2.2, pubblicato nell’ottobre 2023, aggiunge 9 nuovi criteri di successo rispetto a WCAG 2.1, concentrati su accessibilità mobile, utenti con disabilità cognitive e controlli touch. Mantiene la struttura dei tre livelli di conformità (A, AA, AAA). Il livello AA richiesto dalla normativa europea include tutti i requisiti di WCAG 2.1 AA più i nuovi criteri 2.2.

Quanto costa rendere accessibile un sito web?

Il costo dipende dalla complessità del sito e dal numero di criticità riscontrate nell’audit iniziale. Per un sito medio aziendale l’investimento parte da 2.000-3.000 euro per interventi base (testi alternativi, contrasti, label) fino a 15.000-25.000 euro per remediation strutturali che richiedono refactoring significativo del codice. L’audit preliminare permette di definire con precisione l’impegno necessario.

L'accessibilità web migliora davvero la SEO?

Sì, in modo significativo. Le pratiche di accessibilità e quelle di ottimizzazione SEO convergono: struttura heading corretta (H1, H2, H3), testi alternativi alle immagini, codice HTML semantico, navigabilità da tastiera e velocità di caricamento sono tutti segnali che Google legge e premia nel ranking organico. Un sito accessibile è intrinsecamente più facilmente indicizzabile.

Cos'è la Dichiarazione di Accessibilità e dove va pubblicata?

La Dichiarazione di Accessibilità è un documento obbligatorio che attesta il livello di conformità del sito agli standard WCAG 2.2 AA e descrive eventuali contenuti non conformi con le relative motivazioni. Deve essere pubblicata in una pagina dedicata, facilmente raggiungibile dal footer di ogni pagina del sito, seguendo il modello indicato da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale).

Un widget di accessibilità è sufficiente per essere conformi?

No. I widget di accessibilità (toolbar che offrono ingrandimento testo, alto contrasto, ecc.) sono strumenti complementari utili ma non sostituiscono la remediation strutturale del codice. La conformità WCAG 2.2 AA richiede interventi diretti sul codice sorgente: HTML semantico corretto, attributi ARIA, contrasti nativi adeguati, navigabilità da tastiera completa. Il widget potenzia l’esperienza ma non elimina le criticità strutturali.

Come si fa l'audit di accessibilità di un sito?

L’audit di accessibilità professionale combina verifica automatizzata tramite strumenti conformi WCAG 2.2 AA (Axe, WAVE, Lighthouse) e analisi manuale con test da screen reader (NVDA, JAWS, VoiceOver) e navigazione completa da tastiera. Viene condotto da specialisti certificati su un campione rappresentativo di pagine. L’output è un report dettagliato che elenca ogni criticità con riferimento alle linee guida violate e soluzioni tecniche raccomandate.

L'accessibilità va mantenuta nel tempo o basta un intervento una tantum?

L’accessibilità va mantenuta nel tempo. Ogni aggiornamento del sito, ogni nuovo contenuto pubblicato, ogni modifica al template può reintrodurre criticità. La conformità ha senso solo se accompagnata da processi editoriali che preservino l’accessibilità: linee guida interne per redattori, checklist per sviluppatori, test periodici dopo rilasci significativi. La conformità è un percorso continuativo, non un traguardo statico.

Posso richiedere un'esenzione per "onere sproporzionato"?

Sì, le PMI che rientrano negli obblighi EAA possono richiedere esenzione per “onere sproporzionato”, ma la procedura è complessa e rischiosa. Richiede documentazione tecnica dettagliata che dimostri l’impossibilità economica o tecnica di conformarsi, da conservare per almeno 5 anni. La valutazione deve essere rinnovata ogni volta che il sito viene modificato significativamente. L’esenzione non elimina il rischio reputazionale e non protegge da eventuali contenziosi con utenti.

Quali sono i vantaggi business di un sito accessibile oltre alla compliance?

Un sito accessibile allarga significativamente il bacino di utenti raggiungibili (oltre 101 milioni di persone con disabilità in Europa), migliora il posizionamento SEO su Google, riduce la frequenza di rimbalzo aumentando il tempo di permanenza, rafforza la reputazione del brand e il posizionamento ESG. L’accessibilità è anche un indicatore di qualità progettuale che pesa nelle decisioni di acquisto B2B e nelle partnership commerciali. Non è solo compliance: è vantaggio competitivo misurabile.

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