I mercati sono -davvero- conversazioni: come cambia il dialogo con i clienti
11 gennaio 2007
Il numero di oggi di Nòva lo strilla in copertina: i mercati sono davvero conversazioni. Lo spunto è un articolo di David Weinberger, che affronta il WEB 2.0 in relazione alle tesi elaborate nel ‘99 e sintetizzate nel Cluetrain Manifesto, spesso spunto delle nostre riflessioni.
Il Web 2.0 è in fondo solo una etichetta che ha permesso di rendere evidente che oggi il web è più che mai partecipazione, condivisione, apertura. Non c’è un vero e proprio spartiacque fra il Web 1.0 e il 2.0, nè una precisa definizione: l’oggi è frutto di una progressiva e costante evoluzione fatta di innovazione e strumenti abilitanti, che hanno permesso a sempre più persone di avere un ruolo attivo nella costruzione di contenuti e servizi.
Quello che cambia in modo netto è il paradigma della comunicazione: il modello che vedeva l’utente fruitore passivo di pubblicità e contenuti realizzati per lui è assolutamente inadeguato a un contesto dove le persone, per le loro scelte, fanno sempre più affidamento a opinioni di altri condivise attraverso blog, network sociali o addirittura mondi virtuali come Second Life.
Ripensare la propria presenza online, introdurre strumenti e ambienti che facilitano il dialogo aprirsi a nuove forme di interazione con i clienti sono le sfide che le aziende devono affrontare per rendersi interessanti e cogliere l’opportunità di coinvolgere collaboratori, clienti e fornitori nella costruzione della propria immagine. Altrimenti, lo faranno da soli senza coinvolgere voi…

